Celebrare l’Epifania con la cerimonia del fuoco

I fuochi dell’Epifania.
Un’antica tradizione simbolo di Morte e Rinascita.

La festività dell’Epifania affonda le sue radici e tradizioni in tempi antichissimi.

I contadini di epoca precristiana che seminavano i campi in occasione del Solstizio, credevano che i successivi dodici giorni fossero fondamentali per il raccolto futuro e che avrebbero presagito o un anno sereno o, a contrario, una durissima carestia.

Nella dodicesima notte dalla semina, venivano celebrate con un falò propiziatorio, la Morte e la Rinascita della Grande Dea Madre, che stanca per aver donato tutte le sue energie durante l’anno, appariva ora sotto forma di anziana, debole e spoglia, che gettandosi nel riposo delle fiamme si donava alla Luce, per rinascere nelle vesti di Dea fanciulla e dare inizio a un nuovo ciclo di vita.

Da queste antiche storie nacquero tradizioni celebrate ancora oggi, dove in un grande falò vengono bruciati dei fantocci di paglia e legno e attorno alle fiamme la comunità festeggia l’Epifania in una gioiosa atmosfera.

IL PIGNARUL – Il RITO DEI FUOCHI FRIULANI

Il rituale del Pignarûl, il grande falò dell’Epifania, sembrerebbe legato al dio pagano Belenus, il “Dio luminoso” adorato dai Celti come simbolo del Sole. La sua benevolenza era fondamentale poiché governando la Luce egli governava la vita, e quindi l’agricoltura e il naturale passare delle stagioni.

Il significato dei fuochi friulani, è dunque da ricercare negli antichi riti propiziatori e di purificazione celtici, nei quali dei fantocci che rappresentavano il passato, venivano dati alle fiamme come simbolo di purificazione e rinascita a nuova vita. A falò concluso, le ceneri del “passato” venivano sparse nei campi per allontanare le maledizioni e garantire abbondanti raccolti.

Nonostante l’ascesa del Cristianesimo, questa usanza pagana proseguì nei secoli successivi, giungendo fino ai giorni nostri praticamente immutata.

Il rito del Pignarûl è molto sentito in tutto il Friuli, in particolare a Tarcento dove la sera del 6 gennaio viene acceso il “Pignarûl Grant”, nei pressi dei resti del castello medievale, che a sua volta dà il via all’accensione di tutti i pignarûi della conca tarcentina.

Per l’occasione, la comunità si raccoglie in celebrazione e il rito viene accompagnato dalla degustazione di vin brulé e pinza, una specie di focaccia dolce tipica di questa festività e della nostra regione.

La direzione che prende il fumo dal Pignarûl acceso, indica per tradizione se il presagio sarà di un raccolto povero oppure prospero. Lo stesso vale come responso per l’anno nuovo. Un antico proverbio friulano narra:

se il fum al va a soreli a mont, cjape il sac e va pal mont;
se il fum invezit al va de bande di soreli jevât, cjape il sac e va al marcjât.

se il fumo va a occidente, prendi il sacco e vai per il mondo (in cerca di fortuna);
se il fumo va a oriente, prendi il sacco e vai al mercato (a vendere il raccolto).


Il tuo rituale dedicato all’ Epifania
La Cerimonia del Fuoco, una pratica ispiratrice per liberare il passato e coltivare il futuro 

Il fuoco è un potente e antico simbolo di saggezza, conoscenza, passione e purificazione.

Una cerimonia del fuoco è un rituale di trasformazione eseguito con l’intento di rilasciare qualcosa che non ci serve più, un modo per liberare il passato e la negatività, i vecchi risentimenti, il dolore, i rancori, i rimpianti e concentrarsi su ciò che è più significativo per noi e per il nostro avvenire.

Gli strumenti rituali :

  • un foglio di carta bianca
  • una matita
  • una candela, oppure il fuoco di un camino, se ne possiedi uno.

1) Accendi il fuoco, o la candela

Prendi il tuo tempo, svuota la mente, fai dei respiri profondi.

Cerca la connessione con te stesso e con Madre Terra. 

In questa fase di radicamento puoi utilizzare le tecniche che per te funzionano meglio; incensi, olii essenziali o cristalli sono dei validi alleati.

2) Medita e fai chiarezza 

Pensa a tutte le convinzioni limitanti a cui ti stai aggrappando e che sei pronto a lasciar andare. 

Cosa vuoi lasciarti alle spalle?
Quali sono invece gli intenti che desideri coltivare?

È essenziale in questa fase essere onesti, aperti e sinceri con noi stessi.
Più sarai chiaro e specifico, maggiore sarà il potere del rituale.

Una volta fatta chiarezza, annota ciò che sei pronto a lasciare andare sul tuo pezzo di carta.

 3) Brucia e lascia andare

Adesso che le tue intenzioni sono definite, è ora di donarle al fuoco, poiché tutto ciò che ci trattiene dal rinnovamento, deve essere lasciato andare.

Brucia il foglio di carta sulla fiamma e lascialo ardere in un recipiente adatto, come un semplice piatto, o nel caminetto. Guarda il foglio bruciare, e concentrati su ciò che stai lasciando andare. 

Bruciando simbolicamente il passato, puoi liberarti da ciò che non ti permettete di guardare avanti e proseguire più leggero verso un futuro luminoso.